Racconti

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La casa sull'arancione di Felicia Buonomo   Ludovic non ride mai. Nemmeno i suoi occhi sorridono. Mi sono interrogata a lungo su come fosse la forma dei suoi piccoli denti di bambino o il contorno dei suoi occhi in una posa diversa da quella della tristezza. Ludovic ha cinque...

Le ricostruzioni   Sei inaccessibile, adesso. Sei come un personaggio di Perec. Ma tu non dormi. Tu resti sveglio e ricordi e rimetti in fila – ci provi – tutto, ricostruisci tutto ciò che è distrutto. Ti ricordi di Dario, Dario ‘Rutto’, lo ricostruisci: adesso è un nerd...

Liberate la vostra mente dall'idea del meritare, e allora comincerete a essere capaci di pensare. Ursula Le Guin Il regno mondano di Shiva visto da Anarres (ovvero, come la fantascienza mi ha aiutata a capire l'India)   Piantato in mezzo a una campagna piatta, fra la polvere e la sterpaglia cotta...

Momenti di non essere di Viola Di Grado   In questo istante, sul divano, mentre la primavera si oppone tenacemente alla pandemia e sul mio salotto si abbattono sciami di risate infantili (le loro teste si sporgono da qualche finestra: questo possono fare adesso le teste, sporgersi, per...

La mia prima sigaretta mi ha dato voglia di piangere. Per un attimo mi sono vista bambina, dietro la schiena di mia mamma: provo a stringerle il braccio appena sopra il gomito, lei lo solleva bruscamente nell’aria per rifiutare il mio contatto; intanto parla con...

  Il richiamo del mare è il ricordo di te, in piedi a un passo dal lampione nella sera in cui mi dicesti che lui era tornato. Lasciavi l’isola, lasciavi me. Devo andare, mi hai detto a bassa voce, lui mi ama. Ti vedo ancora mentre...

Il campo di Moka Ananke Camminare nei campi col cane. Farsi trascinare, slegarlo, vederlo correre felice. Farti trascinare, slegarti, sedere per terra e accendere una sigaretta. Chiudere gli occhi. Che rimangono sempre aperti. Perché c'è da guardare il cane. Richiamarlo ogni tanto. Aspettare che ritorni accanto. "vai, vai sono qui" La luce sta cambiando. Le ore...

Lascia lo specchio Un clic alla videocamera, qualche secondo di sguardo smarrito, interrogativo (ci siete? ci sono?), provi a scioglierti, ti imponi disinvoltura, prendi l’abbrivio e, sorridendo prima timidamente, poi con tepore crescente nell’illusione di un ampio pubblico, come di bambino che giochi a far la...

Mia madre esiste di profilo – una nube permanentata nera da cui sfugge qualche cirro rarefatto e isolato tra nuca e fronte, la perla grande che fa scomparire il lobo dell’orecchio e, subito sotto, il tendine del collo che si allunga fino a una camicia...