Straniattrattori

a cura di Emanuela Tolomeo

foto di Alessandro Pistola

 

Dal mare, via Streva, via Perez, Ballarò, corso Calatafimi seguendo il navigatore del proprio cuore poeti e poetesse palermitani, sabato pomeriggio alle diciotto sullo sfondo l’odore delle balate umide della Vucciria, via Materassai, strada che collega la parte più bassa del mercato a piazza San Domenico, si sono incontrati in un angolo del locale di Dario sotto il quale i due fiumi si uniscono per sfociare alla Cala, a due passi.

Trovarsi, guardarsi, fogli, sorrisi, risate  e una idea che diventa azione: poetare, parlare di poesia, essere poesia. E arrivano gli inaspettati, quelli che avevano detto ‘non me la sento di leggere le mie poesie,  i miei pensieri’ ed eccoli qui, eccoci.

 

Stranittrattori è figlio di Artuindenfair degli anni Ottanta, seconda esperienza editoriale dopo Cyberzone. L’approccio situazionista permette , dopo la morte naturale di Artuindenfair, la nascita di Straniattratori nome del libro della Shake edizioni, che nasce negli Stati Uniti e riunisce una serie di artisti e scrittori americani che non riuscivano ad essere pubblicati perché censurati. L’ approccio è quello dei dilettanti per scelta, anche se nei vari numeri si sono succeduti artisti e scrittori professionisti. La poesia del collettivo è uno stile di vita, fare della propria vita una poesia. Come scopo siamo interessati all’arte e alla cultura ma sopra ogni cosa è la dimensione umana.

“Cioè noi teniamo a Pietro come alle sue poesie, non ce ne facciamo niente di una bella poesia e basta”, dice Alessandro Pistola, il fondatore del collettivo e autore di pic collage che offrono temi di riflessione sulla società contemporanea, dissacrandola e ricomponendola senza tabù (in copertina).

Per quanto riguarda l’idea del rapporto con le istituzioni e i privati, sulla ricerca di spazi di espressione si Insiste in una realtà “dove preferiscono che diventi un saldatore”.

 

 

I quattordici giorni di amore di un poeta, Wiskey e sigaretta, Volto blu, Linzola stinnuti, Quindici, Il disgraziato, Mediterraneo, Corners, solo alcuni titoli dei componimenti letti, versi che trovano ascolto, emozioni.  Migrazioni, amori, ironia, riflessioni, vita quotidiana di poeti di questa terra spinosa e dolce come il ficodindia: la Sicilia.

Gli Straniattrattori: La Poesia che Insiste.

 

Biografia

Emanuela Tolomeo nasce a Taormina nel 1977, vive e lavora a Palermo. Artista poliedrica si laurea in lettere moderne indirizzo storico artistico. Il suo percorso artistico nasce già dalla prima infanzia, studia pittura con il maestro Aurelio Caruso. Numerose le sue mostre a livello internazionale tra cui una personale presso il Convento dei Benedettini di Ortigia curata dalla gallerista, giornalista e critico dell’arte milanese della galleria
Inblu Francesca Bellola presso cui ha esposto due delle sue opere nel 2016. Molte delle sue opere, definite ‘concettuali’ dallo storico dell’arte Nuccio Mula, sono certificate. Partecipa al bando del “Premio New York” nel 2016 e rientra nella fase finale della selezione. Vincitrice di numerosi premi letterari nazionali tra cui il “Premio Portera” della città di Cefalù nel 2014, e il “Premio Edo Gari” della città di Catania, vengono pubblicati racconti, raccolte di poesie e testi teatrali. Si dedica alla drammaturgia, regia e messa in scena di una sua opera surrealista “Pablo Y Amanda” durante la settimana delle culture di Palermo nel 2016. Insegna lettere alla scuola secondaria di primo grado da quindici anni; madre di tre figli, opera nel tessuto sociale del quartiere in cui vive e lavora; nel 2017 fonda una associazione culturale , la “Castro Gallery Contemporary Art and Theatre”, e varie associazioni locali al fine di promuovere il progetto condiviso di riqualificazione territoriale e contro il degrado culturale di Ballarò. Collabora con la rivista “Straniattratori”. Nel 2020 pubblica il suo primo romanzo “Penna e sangue”, circuito Feltrinelli.

 

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