06 Lug Fridamania & Co.
di Paola Zoppi
Il 6 luglio 1907 nasceva Frida Kahlo, la data di nascita riveste un’importanza cruciale nella determinazione identitaria dell’artista messicana. La piena aderenza tra lei e il Messico avvenne a partire dal momento in cui modificò il proprio anno di nascita: al 1907 preferì il 1910, ovvero l’anno in cui scoppiò la Rivoluzione. A distanza di più di settant’anni sono innumerevoli le occasioni che hanno permesso di tornare a parlare di Frida Kahlo, da retrospettive che riescono ad attirare un numero altissimo di visitatori, a libri che ne percorrono il vissuto e ne esaminano la dialettica artistica, fino ad arrivare alla riproduzione su scala mondiale del suo volto sugli oggetti più differenti. La Fridamania non cenna a diminuire, per questo motivo qui di seguito troverete alcuni suggerimenti per chi volesse, nelle prossime settimane, aprire una porta verso l’universo Frida e scoprire qualcosa in più su di lei.
Si intitola Frida: The Making of an Icon, la mostra che ha aperto i battenti al Tate Modern di Londra ed è visitabile fino al 3 gennaio 2027. Sono più di trenta le opere di Frida Kahlo che hanno trovato posto all’interno delle sale del museo. Insieme ai dipinti, che permettono al visitatore di entrare in stretto contatto con il linguaggio pittorico di Kahlo, si potranno osservare numerosi oggetti che hanno ridefinito e reso evidente la genetica identitaria di Frida: vi sono gli abiti tradizionali, tipici dell’istmo di Tehuantepec, che l’hanno contraddistinta a partire dal giorno del suo matrimonio e che sono diventati una vera e propria geografia personale, ai gioielli e monili così caratteristici, passando per circa duecento opere di artisti contemporanei che hanno lavorato ispirati alla figura della Kahlo. L’obiettivo della mostra è quello di mettere l’accento e dimostrare, attraverso questi elementi, come e quanto l’arte dell’artista messicana abbia resistito al tempo. Nonostante siano trascorsi più di settant’anni dalla sua morte, ogni volta che viene annunciata una nuova mostra o viene prodotto un oggetto che riporta il suo volto, l’interesse si mostra subito altissimo.
Nel corso di questa esposizione si parla di Fridamania, di cosa si tratta esattamente? Per Fridamania, kalhoismo, fridolatria, qualsiasi sia il termine utilizzato, si intende un vero e proprio culto nei confronti di Frida, lo spiega bene Francesca Nicola in un articolo pubblicato da Loescher (potete leggerlo qui). Si dice sia nato negli anni Ottanta, successivamente alla pubblicazione della biografia più celebre di sempre, quella scritta da Hayden Herrera nel 1983 e tradotta in Italia inizialmente dalla casa editrice La Tartaruga, poi passata a Neri Pozza per la quale non è mai uscita di catalogo. Negli anni Ottanta le informazioni su Frida Kahlo erano poche, dopo la sua morte avvenuta, sempre a luglio, nel 1954, dobbiamo attendere gli anni Settanta perchè si riscopra la forza della sua opera, la celebrità che oggi investe il suo nome non è minimamente paragonabile a ciò che accadeva in quegli anni. La Fridamania scoppia perchè molti, negli anni a venire, vorranno conoscere sempre di più l’artista e le sue opere, il fenomeno si espande: vengono organizzate mostre, pubblicati saggi, viene girato il primo film sulla sua vita, la pop star Madonna acquista alcuni suoi quadri, tutto questo contribuisce ad alimentare la passione che ruota intorno al nome di Frida. Oggi il fenomeno ha cambiato i propri connotati e si alimenta anche della cultura materiale: che si tratti di un autoritratto realizzato da lei stessa o del ritratto restituito dalle innumerevoli fotografie che le sono state scattate, quel volto che lei per prima ha disegnato in primo piano nei suoi innumerevoli autoritratti, oggi è diventato ciò che vogliamo possedere. La Fridamania è rappresentata anche dal fenomeno di riproduzione globale del suo volto su qualsiasi oggetto e la mostra ne espone circa duecento esemplari.
Se avete intenzione di visitare Frida: The Making of an Icon, realizzata in collaborazione con il Museum of Fine Arts di Houston, non perdetevi l’occasione di pranzare, cenare o bere un cocktail scegliendo la vostra portata da un menù esclusivo realizzato in collaborazione con il fondatore del ristorante messicano Kol: Santiago Iastra.
Madonna, la pop star americana, è la regina del numero di luglio di Vogue Italia, protagonista di un’intervista esclusiva realizzata da Paolo Armelli. Alcuni video pubblicati sull’account IG della testata, riprendono Madonna mentre mostra ai lettori del giornale e ai suoi fans alcuni tra gli oggetti più amati presenti nella sua casa di Londra. Tra questi c’è un dipinto di Frida Kahlo, Autoritratto con scimmia, in cui l’artista si ritrae, nel 1938, al fianco di una delle sue scimmie, compagne quotidiane, i capelli sono raccolti in una delle sue ricche acconciature impreziosite da nastri, uno dei quali di colore rosso dal capo si avvolge intorno al collo, e ricorda la celebre frase pronunciata da André Breton dopo che ebbe modo di osservare l’arte di Frida Kahlo, la definisce “un nastro intorno a una bomba”. Nel raccontare ciò che lega le due donne (la cantante americana possiede alcuni dipinti di Frida Kahlo), Madonna ripercorre i suoi trascorsi giovanili nella città di Detroit dove ebbe modo di visitare il Detroit Institut of Arts e osservare da vicino i murales di Diego Rivera e scoprire, attraverso alcune piccole fotografie, l’energia e il carisma di Frida Kahlo. Quando decise di lasciare la sua città per trasferirsi a New York, a pochi minuti dall’aver messo piede nella Grande Mela, trova una cartolina che riporta l’immagine proprio di quel quadro. Quando la osservò pensò che un giorno quel quadro sarebbe stato suo, undici anni dopo Autoritratto con scimmie andò all’asta e lei lo acquistò. Madonna ha contribuito fortemente alla riscoperta dell’arte di Frida Kahlo sin dall’acquisto del primo dipinto.
L’ultimo libro, in ordine di tempo, pubblicato su Frida Kahlo lo si deve alla casa editrice Casagrande. “Frida Kahlo. Poesie e visioni”, curato nella traduzione di Vanni Bianconi, contiene una selezione di poesie, prose, micro-racconti scritti direttamente da Frida. Con questa scelta la casa editrice spiega quanto il materiale offra “una panoramica intima della sua forza visionaria e della sua complessa lotta con il dolore”. L’unicità e particolarità di questa edizione sta anche nella prefazione che Casagrande ha scelto di inserire e affiancare all’opera di Frida Kahlo, ovvero un saggio critico e introduttivo della celebre scrittrice americana Angela Carter, autrice a sua volta di libri come Love e Venere nera (che lessi nel corso della mia adolescenza), La bottega dei giocattoli e Notti al circo per citarne alcuni (entrambi editi da Fazi).
Il testo, finora inedito in Italia, racconta come gli scritti di Frida Kahlo siano legati alle sue opere, restituiscano quella stessa identità di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo e in essi faccia confluire la dualità di cui l’essere umano è composto: l’inconscio, il sogno, tanto cari ad Angela Carter stessa e la parte conscia che restituisce una visione della realtà.
Per gli amanti delle serie televisive, è stata annunciata una nuova serie targata Netflix in cui si indagherà il rapporto tra Frida Kahlo e Diego Rivera, per la regia di Patricia Riggen e Gabriel Ripstein. Non sono ancora state rese note le tempistiche della messa in onda, ma secondo alcune testate americane che riportano la notizia, la prima è stata Variety, al centro della serie vi sarà il rapporto tra i due artisti, sposatisi nel 1929 e dopo un divorzio firmato nel 1939, convolati nuovamente a nozze il giorno del compleanno di Diego Rivera, l’8 dicembre 1940, uno degli anni cruciali per l’attività artistica di Frida. Come riporta il giornale Artsy.net in un articolo scritto da Katherine McGrath, Carolina Leconte, vice presidente dei contenuti di Netflix Messico, ha sottolineato: «Vogliamo mostrare una Frida autentica: una Frida che sembra uscire dallo schermo e prenderti per mano, permettendoti di vivere la sua storia al suo fianco in una delle epoche più significative per il Paese: quel Messico che Frida e Diego hanno portato alla ribalta mondiale».
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