25 Set Non ricordo di Alessandro Locatelli e l’esercizio della dimenticanza
Di Muriel Pavoni
Con Mi ricordo Georges Perec – e, prima ancora di lui, Joe Brainard – intendeva comporre un’autobiografia per frammenti; con La zia Julia e lo scribacchino Vargas Llosa tanti micro romanzi innestati in una storia che, guarda caso, ha molti tratti in comune con la storia personale dell’autore.
Con “Non ricordo” (uscito per Robin edizioni nel 2025) Alessandro Locatelli sembra avere entrambe le ambizioni, però furtivamente, attraverso una negazione che in un primo momento occulta, per svelare una dimensione del reale che perlopiù sfugge.
Paradossalmente, coi tempi che corrono, pare che l’oblio più del ricordo sia una qualità indispensabile. Però qui, nell’opera di Locatelli, si fa esercizio di dimenticanza sì, ma in forma vigile e selettiva, qualcosa si scorda ma l’essenziale resta. Resta quel tanto che basta a suscitare inquietudine e stupore. “Non ricordo” è un viaggio spazio-temporale nel pianeta delle dimenticanze “per finta”, verso tutto quello che furbescamente la nostra mente sceglie di archiviare, attestandosi su un equilibrio interno tragicomico e un ritmo sincopato.
Se vogliamo, Non ricordo, più che un’autobiografia per frammenti è un insieme di micro romanzi, dove i protagonisti si affollano e si rubano vicendevolmente la scena. Tra le pagine, nei brevi paragrafi, incontriamo donne e uomini di varie estrazioni sociali, età, professioni. Può accadere che si affacci l’eventualità che queste vite convergano in un’unica vita, che ci venga da pensare a un solo protagonista dalla personalità plurima, una sorta di Pessoa… e chissà potrebbe essere l’effetto della dimenticanza, quello di scordare chi si è per assumere le sembianze di qualcun altro, di molti altri, che alla fine ci tiene in vita.
Nella cornice all’opera, si fa riferimento a un autore scomparso, un tale Alessandro Locatelli. Potresti raccontarmi (sempre che tu lo conosca) chi è e come mai ha avuto l’idea di comporre questa opera-mostro, come lui stesso la definisce?
Mah, di tanto in tanto questo mio omonimo magrissimo, nato un giorno prima di me, e che fa pure lui lo scrittore, si materializza in giro per casa. I primi tempi mi faceva un po’ paura, adesso ormai mi sono abituato…dell’opera-mostro non mi ha confidato nulla. Si, credo ci stia lavorando. Anche se, capirai, siamo entrambi scrittori, entrambi un bel po’ smemorati, condividiamo giocoforza lo stesso computer, insomma non so dirti bene se l’opera-mostro la stia scrivendo lui o io. O forse ci lavoriamo un po’ per uno, in perfetta sintonia! (ride) Intanto io sto provando a terminare una raccolta di racconti alla quale lavoro da un paio d’anni.
“Non ricordo, esattamente, quando fu la prima volta in cui provai, irresistibile il desiderio di spogliarmi…”. Ricorrono le situazioni in cui un personaggio si ritrova nudo, condizione voluta ma anche occorsa per errore come un brutto sogno. Tra sfogo e inconscio mi parli di questo lato “spogliarellista” del personaggio?
In Non ricordo, effettivamente, i personaggi che si spogliano sono più d’uno. Ma ho l’impressione che nessuno di essi voglia provocare, scandalizzare; non sembra nemmeno esserci un risvolto sessuale nella nudità dei miei personaggi. Piuttosto il rimanere nudi è, come dire, un grido di liberazione, un “ooh, finalmente!” Oppure, chissà, faceva un gran caldo…quando poi è uno dei protagonisti a dover interagire con la nudità altrui – l’uomo che si ritrova in camera d’albergo con una bella ragazza senza nulla addosso – è talmente imbranato che non sa, o meglio non ricorda, letteralmente cosa vorrebbe o dovrebbe fare…
Il tempo, come si può prevedere, è il tema fondamentale. Il tempo è passato troppo in fretta, inutilmente, senza lasciare tracce. “Sono uscito di casa a trent’anni…” “Ribellarmi era ormai troppo tardi…”. Il tempo è volato, sprecato, perso. Adesso è troppo tardi. È forse questa la condizione principale di colui che dice non ricordo?
Più che altro il tempo sembra accelerare, frenare, saltare e ripetersi a suo piacimento.
(un lungo sospiro)
Stavo per aggiungere qualcos’altro di molto profondo, intelligente, ma mi è bastato distrarmi un attimo e, ahimè, già non ricordo…
Tra questi personaggi c’è pure un killer smemorato che non sa quante persone ha ucciso, dove ha occultato i cadaveri. Questa voce compare tra le altre, più articolate, attraverso una breve pennellata, una frase secca e fulminante depista il lettore. È forse il non ricordo la condizione ideale del killer, tra tutti, che in questa maniera ha l’occasione di scaricarsi la coscienza?
Eh. Non so se un killer possa vivere, nella sua quotidianità al di fuori dai delitti, in una condizione ideale. Di sicuro il non ricordare è un meccanismo di autodifesa che lo aiuta a dormire meglio, o con qualche incubo in meno. Non ricordo esattamente chi, ma un pentito di mafia dichiarò davvero di aver commesso personalmente numerosi omicidi, ma di non ricordare esattamente quanti fossero.
Ci si ritrova, addentrandosi nei vai scorci di vita che compongono il romanzo, a immaginare storie e scenari. Pensi che questi corrispondano ad altrettanti romanzi che l’autore ha in nuce, oppure ahimè se li è dimenticati?
Temo che li abbia dimenticati tutti, o quasi tutti, ma nello stesso tempo gliene sono venuti in mente tanti altri, forse migliori!
Sulla scrittura breve, che fa uso della restrizione, oltre agli esempi già citati, mi vengono in mente altri autori come Eugenio Baroncelli, Antonio Castronuovo, Patrik Ouředník, ma anche Learco Pignagnoli, a quali di questi credi che Locatelli si senta più affine?
Ma Learco Pignagnoli esiste davvero, o è un’invenzione di Daniele Benati? Comunque, ne aggiungo altri due: il Max Aub di Delitti esemplari (meraviglioso, se non l’hai letto leggilo subito, è molto più bello di Mi ricordo!), ed Emilio Isgrò che nel 1975 pubblicò L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di Stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini.
Spero che l’autore si ricorderà di rispondere a queste domande…
E infatti, anzi ti chiedo scusa, l’avevo dimenticato e sto rispondendo in ritardo!
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