Contro/Verso – Festival delle Letterature Migranti 2023

Palermo 11-15 ottobre, Cantieri culturali alla Zisa

di Dafne Leda Franceschetti

 

«Controverso è il tempo che viviamo, e il ruolo che le letterature – e le arti che vi dialogano – hanno nel dirimere il groviglio della modernità. Controverso è il ruolo che assegniamo alla memoria, con la dimenticanza di lutti recenti e tragedie che ci richiamano alla solidarietà e con la dimenticanza delle nostre radici, così lunghe e profonde da confondersi nella storia», ha scritto il direttore artistico del Festival delle Letterature Migranti, Davide Camarrone nell’intervento che ha accompagnato la pubblicazione del programma di questa edizione che si è aperta ieri, 11 ottobre e che terminerà domenica 15, ospitata dalla città di Palermo, presso i Cantieri culturali alla Zisa.

Una tematica dunque eloquente, quella della controversia, che ha al cuore del suo etimo il senso di una battaglia epocale, d’uno spirito resistente che s’incarna in tutte quelle opere d’arte, quei libri, quei raccolti che hanno lo scopo di fare cultura e posizionarsi in maniera, spesso e necessariamente, contro/versa, e che al contempo molto ci dice della terribilmente ambigua, rapida, violenta e cangiante contemporaneità.

Nel Meridiano Mondadori dedicato al grande poeta di Sesto fiorentino, Mario Luzi, autore della raccolta poetica intitolata Al fuoco della controversia (1978), il curatore Stefano Verdino scrive, riflettendo proprio a partire dall’idea di combattimento presente nel testo: «quanto più la continuità del tempo e della stessa civiltà sembra minacciata dall’oblio fino a risultare indecifrabile, tanto più in questo libro si rafforza il paradosso della fede». D’altronde, lo stesso Luzi nella nota di accompagnamento alla raccolta sentì allora di puntualizzare che le sue parole erano state suscitate dalla «consapevolezza di trovarsi a una discriminante dei tempi, a una svolta della civiltà prodigo di lacerazioni». Il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo, grazie alla supervisione di Domenica Perrone, quest’anno ha deciso di partire proprio dal titolo luziano nell’offrire il suo contributo ad un’edizione che si propone, come detto, di dipanare le tante “controversie” del tempo in cui viviamo, partendo da testi letterari e approdando ad altri linguaggi. Idealmente accanto o a Luzi, per capacità di mappare e percorrere queste rotte perennemente in direzione opposta e contraria nel mare agitato del mondo culturale, si è scelto di approfondire il lavoro dello scrittore palermitano Angelo Fiore e di Antonio Di Grado che nel suo La brigata delle ombre. Scrittori e artisti nella guerra di Spagna (La nave di Teseo, 2023) prova a sciogliere i nodi della guerra civile spagnola; ma protagonista indiscusso è Leonardo Sciascia con il suo sguardo e la sua prosa lucida in grado di trarre eterno nutrimento dal fuoco della controversia del mondo a lui contemporaneo e di compiere altrettanto lucidi vaticini per il futuro.

Ma le parole, e questa è la radicale bellezza della letteratura, sono spesso polisemiche: la linea trasversale che compare nel titolo dell’attuale edizione, “/”, eco, forse, di quel modo differente di fare cultura proveniente dagli anni Settanta, frutto d’un pensiero e di un corpo collettivo che ha lottato per darsi voce in maniera libera ed antiautoritaria, ci permette di entrare nella parola da entrambi i versi, oltrepassando la sfera semantica legata al conflitto per abbracciarne di nuove.

Possiamo dunque trovarci il senso di quelle persone che scelgono di cambiare rotta alle proprie vite e che tentano nuove vie, tutti coloro che cercano un nuovo approdo.

Le migrazioni sono infatti il cuore vivo del festival, filo portante della manifestazione, specie in un anniversario drammatico come quello del decennale del naufragio di Lampedusa; come ha scritto il direttore Camarrone: «le migrazioni sono il nome che diamo ai singoli frammenti della storia dell’umanità, poiché l’umanità si sposta per sua stessa natura».

Attorno a queste tematiche sono in programma numerosi appuntamenti dedicati alle scuole e non solo, come quello con il giornalista Mohamed Maalel al suo esordio da romanziere con Baba (Accento Edizioni, 2023), storia non scontata sulla multiculturalità e l’identità. Altri testi affondano invece direttamente nell’attualità politica, su tutti Mal di Libia. I miei giorni sul fronte del Mediterraneo (Bompiani, 2023) di Nancy Porsia, il racconto dalla prima linea dell’unica giornalista italiana rimasta di base in Libia dopo la primavera araba che tratta da una prospettiva inedita anche le traversate del Mediterraneo, e Rari nantes, il naufragio dell’umanità (Left, 2023) scritto dall’avvocato Fulvio Vassallo Paleologo e dalla giornalista freelance Flore Murard Yovanovitch e che entra negli aspetti controversi del diritto e delle leggi; infine la raccolta di poesie di Nuri al Jarrah, Esodo dall’abisso del Mediterraneo (Le Monnier, Università, 2023) è una finestra sul dramma siriano.

Il Mar Mediterraneo è inoltre il filo rosso di una serie di incontri, non solo in quanto rotta di migrazioni e di questioni politiche assai complesse, ma anche, insieme, sia come luogo di ulteriori conflitti economici, tra cui la brutale e sregolata “guerra del pesce” che ne devasta l’ecosistema, sia come immaginario senza tempo, luogo mitopoietico per eccellenza: al mare come fonte di ispirazione per poeti e autori di tutte le epoche, guarda in particolar modo uno dei libri proposti all’attenzione dei ragazzi delle scuole: Miraggi. Frammenti di mare della scrittrice e traduttrice Stella Sacchini (Giaconi Editore), una raccolta di racconti e poesie che nel corso dei secoli sono stati dedicati al mare, tradotti in italiano dagli studenti e dai professori dell’Istituto Pagani di Monterubbiamo, un piccolo comune delle Marche.

Collegato a questi temi anche il progetto dell’Istituto culturale franco-tedesco Kultur Ensemble, curato dal Goethe-Institut e dall’Institut français di Palermo che, per la prima volta, realizza residenze artistiche destinate ad artisti in esilio e apre un’ampia riflessione sui concetti di esilio/asilo.

Un festival ricchissimo che crede fermamente nella promozione della letteratura, ma anche delle arti visive, del teatro, e della musica, in quanto fondamentale canone interpretativo del Contemporaneo; questa volontà è chiara ma prende forse un ulteriore e prezioso significato nella sezione “Ad alta voce”, un nuovo progetto di letture ad alta voce finanziato dal Cepell, (Centro per il libro e la lettura) attraverso il quale FLM animerà per tutto il 2024 l’intera città di Palermo con incontri pubblici in scuole, librerie, biblioteche e centri aggregativi. Il progetto, che avrà la sua inaugurazione proprio durante il festival, ha l’obiettivo di promuovere la lettura di grandi classici della letteratura mondiale, in lingua originale e non, attraverso la realizzazione di laboratori di traduzione e lettura ad alta voce nelle classi della scuola primaria e secondaria di secondo grado e nei centri aggregativi delle periferie. I testi scelti per quest’anno –Jane Eyre dell’inglese Charlotte Brontë, Pippi Calzelunghe della svedese Astrid Lindgren, Suite francese di Irène Némirovsky, scrittrice ucraina di origine ebraica – tutti scritti da donne e con una forte protagonista femminile, porteranno a riflettere sui valori dell’amicizia, dell’amore e sulla questione di genere.

Un programma fitto andrà ad animare, uno spazio culturalmente fondamentale per la città di Palermo, creando una sorta di eterotopia, di contro-spazio da attraversare, nel tentativo di attraversare e riflettere sulla complessità dell’oggi.

Il festival si concluderà la sera di domenica 15, centenario dalla nascita di Italo Calvino ed allo scrittore di L’Avana dedicherà un omaggio composto da sei brani musicali ispirati alle sei Lezioni americane.

Programma completo alla pagina Programma Flm23 | FLM (festivaletteraturemigranti.it)

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