Dentro il Silenzio. Storia di un perdono

Dentro il Silenzio. Storia di un perdono

Racconto fotografico di Arianna Di Romano


Autunno 2019, Monastero Ortodosso nei pressi di Iasi, Romania

 

Questo è il confine terreno di un incontro.
spazio intimo fatto di preghiere silenziose
che si elevano come piume leggere
per smarrirsi in un cielo contrastato
da ataviche penitenze.

Mi trovo nella regione moldava della Romania,
catapultata in una realtà nuova e capace di assorbire il più profondo respiro di una quotidianità monastica.
E’ qui che l’indefinita quanto involontaria profanazione di atmosfere, ha generato una serie d’immagini divenute fotogrammi della memoria.
Il mio è un racconto nel viaggio, un susseguirsi rapido di occhi che s’incontrano e di sguardi che si fermano nella linea in cui l’oltre è bandito.
Una danza costituita da quel ritmo sconosciuto che si è costretti a imparare in fretta per non cadere nell’irrimediabile errore.

In questo spazio risiede la mia richiesta di perdono per aver intrappolato la bellezza di un luogo sacro e dei suoi fedeli, per essermi nutrita delle loro preghiere affidate al vento denso di fede e speranza.
Per essere stata dentro quello sguardo che non mi appartiene e che ho fatto mio per sempre.

 

Biografia

Arianna Di Romano nasce e cresce in Sardegna, isola alla quale è profondamente legata. Tuttavia, richiamata dal fascino delle origini paterne, nel 2017 si trasferisce in Sicilia. Acquista un’importante dimora storica nel borgo di Gangi, sulle Madonie, ed espone i suoi lavori all’interno di alcuni dei suoi spazi abitativi adibiti a galleria, oltre alle mostre itineranti che propone periodicamente in varie città in Italia e all’estero. Tecnico dei Servizi Sociali per formazione, fotografa per vocazione. Nei suoi scatti emerge costantemente la necessità di documentare la fragilità di un’umanità dimenticata, concentrando la sua attenzione sullo sguardo. I suoi lunghi e frequenti viaggi sono sempre mirati al racconto fotografico, e il suo stile, fortemente drammatizzato, evidenzia i contrasti sociali che emergono ai suoi occhi e al suo sentire. Il suo prossimo viaggio, appena la pandemia concederà una tregua, riprenderà la rotta lasciata in sospeso verso la Mongolia.

No Comments

Post A Comment