10 Lug “Il figlio del papa. Cesare Borgia”. In dialogo con Ippolita Avalli
a cura di Ivana Margarese
Cesare Borgia è una figura tragica e affascinante, la cui esistenza, in soli trentuno anni di vita, ha ispirato storie e leggende. Ippolita Avalli, che abbiamo intervistato, dopo lunghe ricerche lo racconta con passione e attenzione ai dettagli n Il figlio del Papa. Cesare Borgia (Mursia).
Comincerei dal titolo del suo romanzo “Il figlio del papa. Cesare Borgia” dal momento che il destino di questo affascinante e controverso personaggio è inesorabilmente legato al suo essere figlio di un Papa e quindi poter godere di grandi ricchezze e privilegi ma senza appartenere a una famiglia guida di una città o a una stirpe reale. Crede che il suo rigore politico fosse un modo per legittimare il nome dei Borgia come dinastia regnante autonoma, svincolata dal carattere temporaneo del potere papale?
Sì penso che questo fosse il pensiero guida del Valentino e di suo padre il papa, anche se per legittimare il nome o per meglio dire la dinastia Borgia Cesare dovette prendere in moglie e ingravidare una principessa francese, erede di un piccolo regno come la Navarra. Leggendo, studiando i testi storici (in verità molto dei Borgia è ancora avvolto nel mistero a causa della cancellazione del loro operato da parte soprattutto di Giuliano della Rovere, poi papa Giulio II, acerrimo nemico.
La scelta della narrazione corale in prima persona è molto efficace. Quali sono state le sfide nel dare una voce distinta a personaggi così complessi e come ha deciso quali punti di vista fossero necessari per restituire un ritratto fedele, ma sfaccettato, di Cesare?
È stata una vera sorpresa scoprire quanto Cesare fosse ammirato e apprezzato per la sua preparazione militare, il suo genio nell’agire, dai suoi condottieri e soldati semplici, da uomini colti e preparati come Machiavelli, Leonardo da Vinci, i suoi tutori nelle università di Perugia e Pisa, amato dal suo luogotenente Michele de Corella e dal suo segretario il vescovo Agapito Geraldini e temuto dai tirannelli delle famiglie potenti del nostro Paese. È stato entusiasmante immedesimarmi in ciascuno di loro.
Qual è il pregiudizio storico che più le è dispiaciuto dover smentire o, al contrario, confermare?
Che fosse un ‘cattivo’ per antonomasia in un supposto mondo di ‘buoni’ mentre assassini, tradimenti, torture e incesti erano la colonna portante dell’aristocrazia di allora – basti pensare che Gian Paolo Baglioni coetaneo e amico di Cesare riceveva gli ambasciatori in camera da letto dove dormiva con la sorella.

Nel testo viene più volte ribadito il fascino straordinario di Cesare Borgia, capace di incantare figure come Machiavelli o Leonardo Da Vinci. Cosa pensa che abbia realmente affascinato queste due figure? Era il suo carisma personale o la capacità di agire al di là dei vincoli della morale tradizionale?
Entrambe le cose. Pare che quando il Valentino entrava in una stanza l’aria diventava elettrica e tutto convergeva su di lui. Era riservato, concentratissimo sulle decisioni da prendere, sulle alleanze da stringere e da sciogliere senza preavviso, secondo i suoi scopi per realizzare il suo sogno segreto: unificare la penisola, farne un unico Stato, una monarchia assoluta a concezione patrimoniale.
Mi piacerebbe soffermarmi su due figure femminili assai diverse, ma capaci entrambe di esprimere una forte personalità e autonomia di sentimento e di pensiero: Lucrezia Borgia e Sancia D’Aragona Borgia. In una famiglia dominata da uomini così ingombranti, come sono riuscite queste due donne a ritagliarsi uno spazio di autonomia e come ha lavorato per restituire loro una dignità storica? Potrebbe raccontarmi qualcosa di loro?
Non ci sono testimonianze storiche accertate che Cesare e Lucrezia fossero amanti. Certo è che crescevano uno accanto all’altra, stranieri e malvisti in società, investiti di pesanti responsabilità e, soprattutto Lucrezia obbligata a sposare uomini che non amava. In realtà un marito fa eccezione: Alfonso d’Aragona che, mutata la strategia politica vaticana, Cesare fece uccidere, come già aveva fatto togliere di mezzo il primo amante di lei, il soldato Perotto che sembrerebbe l’avesse messa incinta del piccolo chiamato l’Infante Romano la cui paternità che le malelingue attribuivano a Cesare o allo stesso pontefice non fu mai dichiarata. Per Lucrezia, appena ventenne, è un colpo terribile che però non spezza il fortissimo legame che ha con il fratello.
Per Sancia d’Aragona la storia è diversa. Ha sedici anni, separata, va sposa altredicenne Goffredo, ultimo della nidiata di Alessandro,. Pare fosse splendida, libera nei costumi, cresciuta nel corrotto regno di Napoli. Appena arriva a Roma diventa l’amante di Cesare. Contemporaneamente del fratello di Cesare Giovanni, sposato con la nipote del re di Spagna, richiamato a Roma dal papa. Quando il Valentino getta la veste talare e da cardinale diventa condottiero si parla di uno scambio di ruoli: Cesare marito di Sancia, Goffredo della Chiesa. Ma Sancia non è l’erede al trono, è nata bastarda e la cosa non va in porto. Libera, sfrontata, passionale, senza freni inibitori, una protagonista della sua epoca. Muore di sifilide a 26 anni tra le braccia dell’ultimo amante. Come non amarla?
Le domando infine della morte di Cesare Borgia, nel racconto che viene spesso riportato sembrerebbe quasi una scelta suicida e disperata. Lei come l’ha immaginata?
Sì così, è una mia idea. Me l’ha suggerita la logica. Anche se non si è gettato di proposito contro la picca di Garcia de Agreda che gli ha attraversato il petto, Cesare era cosciente di essere un uomo finito, trattato da parente povero da un re ‘periferico’, squattrinato e senza risorse, al comando di una piccola guarnigione che assediava il castello di un duca sconosciuto, in una guerricciola che per lui non aveva alcun senso. In Italia i tiranni che aveva spodestato erano tornati in possesso dei loro territori. Il potere, la gloria, erano tramontati. Il ducato di Romagna non esisteva più. In sostanza, per lui non c’era più futuro.
Roberta Ficacci
Posted at 14:30h, 11 LuglioComplimenti ad una scrittrice che ha cercato di fare chiarezza su un personaggio storico così importante non sempre capito nel suo straordinario ruolo di uomo politico e condottiero dalla personalità fascinosa