17 Mag LA SPERANZA È UN FIORE
di Ugo Morelli
Ascoltare il senso del possibile, proiettandosi col proprio senso di responsabilità verso l’inedito, cercando quello che ancora non c’è ma può esserci, è forse il valore più significativo della speranza. È stato proprio “Verde Speranza” il tema della quindicesima edizione di Flora Cult 2026. La ragion poetica che ci distingue in quanto umani si misura oggi con la crisi del possibile. Può la ragion poetica essere ridotta a una visione residuale e riparatoria? L’umana poiesis, (ποίησις) che significa propriamente il fare dal nulla (Platone, Simposio, 205, b), e che appare la prima volta in Erodoto col senso di “creazione poetica” (ii, 82) può finire nella saturazione definitiva dello spazio del confronto? È in quello spazio che prende forma la speranza, se non la riteniamo un modo per rinviare ad altri la responsabilità di agire e cambiare, ma poniamo al centro la nostra capacità poietica.
Dal 24 al 26 aprile di quest’anno, FloraCult, l’attesa manifestazione dedicata al mondo del verde ha celebrato la sua quindicesima edizione negli spazi de I Casali del Pino, all’interno del Parco di Veio. Aperto ogni giorno dalle 10:00 al tramonto, l’evento si è confermato un appuntamento unico nel panorama nazionale, capace di unire natura, cultura e sostenibilità in un’unica esperienza immersiva.Promossa da Ilaria Venturini Fendi insieme ad Antonella Fornai e Francesco Fornai, l’edizione 2026 ruota attorno al tema “Verde Speranza”. Un messaggio chiaro e attuale: il futuro non può che essere verde, e quindi sostenibile; il futuro non può che essere creato con la nostra responsabilità attiva. La speranza evocata negli incontri e nella fitta rete di dialoghi e conversazioni, non è stata intesa come passiva, ma come capace di tradursi in un impegno concreto verso un nuovo modello di sviluppo, in cui il rapporto tra uomo e natura torni al centro. Il verde diventa simbolo attivo, rappresentando non solo la bellezza delle piante ma anche il loro ruolo fondamentale nella produzione di ossigeno e nel contrasto ai cambiamenti climatici. Un concetto rafforzato dalla straordinaria biodiversità dell’area de I Casali del Pino, che ospita oltre 730 specie floristiche e che fin dagli Etruschi è stata eletta come luogo privilegiato di vita dagli esseri umani e da una vasta gamma di altri animali.
Si immagini, quindi, una festa della vita, in cui fiori, piante, bambini, giovani, e adulti di ogni età si incontrano e conversano per tre giorni, in momenti organizzati e spontanei, perdendosi nei colori della natura e nella bellezza del paesaggio. Non solo un importante punto di riferimento per il mondo del verde con più di 170 espositori selezionati, ma una vera e propria piattaforma d’incontro per appassionati, professionisti, famiglie e un numero crescente di giovani. La mostra mercato integra ricerca botanica, artigianato di qualità e innovazione sostenibile, offrendo anche spazio ad associazioni e realtà impegnate nello sviluppo ambientale e sociale.
Si pensi a un programma ricco e articolato, fatto di incontri, laboratori e momenti di approfondimento pensati per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato, fatto di decine di migliaia di persone che in tre giorni si immergono e riflettono sul mondo come potrebbe essere,tra scienza, cultura e visione umana, e che riflettono sul significato dell’essere umano e sul ruolo dell’empatia tra gli esseri viventi e tutta la natura nella costruzione di un futuro sostenibile.
Il dialogo è la chiave di ogni attività di Flora Cult, ispirato dalla vocazione creativa e poietica di Ilaria Venturini Fendi. È un dialogo con la natura, con il sistema vivente, con la materia e con gli oggetti, sostenuto da incontri interdisciplinari che aiutano a pensare e che provengono dalle fonti più avanzate della ricerca contemporanea. La natura non è lo sfondo ma il punto di partenza e di arrivo e le contraddizioni del nostro presente hanno trovato voci plurali e confronti anche serrati, capaci di rappresentare la complessità dei problemi e delle prospettive possibili. Una di queste concrete prospettive è venuta dall’impegno dell’amministrazione del Comune di Roma per la cura degli spazi urbani mediante la partecipazione civile e la cura e la piantagione di alberi in città. La riforestazione urbana partecipata è un’iniziativa che mira a rigenerare, proteggere e arricchire il verde urbano attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini. Non si tratta solo di piantare nuovi alberi, ma di costruire un percorso condiviso di cura e tutela dell’ambiente. Il dialogo tra l’assessore Alessandro Onorato, l’Assessora Sabrina Alfonsi e Lorenzo Croce dell’associazione Daje de Alberi, con la moderazione del giornalista de La Repubblica, Luca Fraioli, ha consentito di comprendere quello che si può fare per la vivibilità e la sostenibilità urbana.
Vittorio Gallese e Ugo Morelli hanno dialogato con le studentesse e gli studenti della Fondazione Maire a partire dal loro libro Cosa significa essere umani? Corpo, cervello e relazione per vivere nel presente, Raffaello Cortina Editore, Milano. Il libro propone una rilettura dell’umano alla luce delle più recenti ricerche neuroscientifiche e delle scienze umane, mettendo al centro il corpo e la relazione come condizioni originarie dell’esperienza e della conoscenza. Attraverso questo dialogo è stato possibile approfondirecome la nostra natura relazionale, incarnata e creativa possa offrire nuove chiavi per comprendere le trasformazioni culturali, sociali e ambientali del presente.
Il dialogo tra Flora Cult e Arte Sella ha prodotto approfondimenti e sviluppi che quest’anno sono sfociati nel contributo che Giacomo Bianchi, Presidente di Arte Sella, ha portato a I Casali del Pino. Arte Sella, da quaranta anni è un luogo privilegiato dove lo spazio e il tempo della natura e dell’arte si nutrono vicendevolmente e la speranza di una coesistenza generativa tra uomo e natura si declina in una ricerca continua.
L’approccio interdisciplinare scelto dagli incontri di Flora Cult è proseguito con Paola Bonfante, impegnata nello studio delle relazioni tra piante, funghi e batteri, e con Luca Mercalli, in conversazione con Silvia Bencivelli, sul ruolo dell’uomo come ospite del pianeta. Silvia Bencivelli ha anche dialogato con gusto scientifico e divertimento con Gianumberto Accinelli sulla sessualità degli insetti. Flora Cult è anche luogo di esperienze tra arte e consapevolezza e ha ampliato quest’anno il proprio orizzonte accogliendo linguaggi diversi: dal “ConsciousMusic Circle”, una jam session che ha unito meditazione e musica, ai cortometraggi “Green Porno” interpretati da Isabella Rossellini, che raccontano il mondo animale con ironia e divulgazione. Il tutto in un contesto espositivo che racconta i luoghi della vita come giardini in continua evoluzione: dalle piante antiche come le felci arboree, alle spettacolari fioriture dei glicini, fino alle soluzioni contemporanee per giardini a bassa manutenzione con specie resistenti alla siccità come lavande e salvie.
Da dove può nascere allora la speranza? Poiché è negli spazi di incertezza e nella tensione tra sentimento e parola che può sgorgare il possibile poetico, la crisi degli spazi di confronto appiattirà fino a ridurli a zero il senso e la ricerca del possibile? E questo accadrà nei rapporti tra le comunità umane che vivono nel villaggio globale che è divenuto il pianeta Terra, e allo stesso tempo nelle relazioni intersoggettive nelle quali ci riconosciamo ma anche creiamo la nostra distinzione e la nostra individuazione?
Noi siamo fatti sia di ragione calcolante, che di ragione affettiva, ma anche di ragione poetica. Pretendere di ridurciad una di queste nostre distinzioni, o di stabilire una gerarchia tra esse, è operazione che non smettiamo di tentare, con l’aporia dei risultati di diversi dualismi e riduzionismi ontologici.
Tra le altre chiarificazioni, Flora Cult 2026 ha evidenziato la necessità di tenere alta la tensione e il conflitto della conoscenza, cercando di abitare l’onere della prova sperimentale e la capacità di concepire l’inedito, di formulare ipotesi discontinue, di non smorzare il fuoco della conoscenza per alimentare una speranza responsabile di futuri possibili.
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