04 Mag Fatti Viva: la ribellione dolce della poesia
C’è un pregiudizio sottile che avvolge la poesia come una nebbia fitta: quel timore reverenziale che la vorrebbe immobile tra le pagine dei libri, distante, quasi sacra e per questo intoccabile. Il Festival di poesia contemporanea Fatti Viva, giunto alla sua IV Edizione, nasce proprio per sollevare questa nebbia e invertire lo sguardo. Anche quest’anno ad Isernia dal 7 al 9 maggio 2026 la città si anima, non una semplice rassegna, ma un atto di ribellione dolce che vuole svelare il dinamismo e la vitalità racchiusi in ogni verso, risvegliando in chiunque lo incontri quello spirito poetico che è, in fondo, la radice di ogni impresa umana. È in quella risonanza armonica tra l’universo e il proprio mondo interiore che ci si scopre, finalmente, felici e a proprio agio.
Abbiamo ascoltato per Morel Paola Pediconi, direttrice artistica del Festival, che ci ha donato le sue riflessioni.
“Fatti Viva è una festa della Parola: la città si fa corpo vivo, attraversata dalla voce vibrante della poesia, raccogliendosi intorno alla bellezza per ritrovarsi attraverso emozioni pure. Ogni anno scopriamo forme nuove attraverso cui la poesia si riappropria della sua vocazione di guida emotiva dell’umanità, capace di generare entusiasmo e magia. Perché se è vero che non tutti sono poeti, la poesia resta un elemento latente in ciascuno di noi, la forma espressiva primaria in cui l’animo si riconosce e si rinnova. Fatti Viva vuole essere l’alchimia necessaria per riscoprire questo sentimento lirico della realtà che è cura, rispetto e umanità piena; un’urgenza di cui il mondo ha, oggi più che mai, un bisogno estremo.
In questo cammino ci sostengono poeti tra i più illustri del panorama nazionale, voci come quelle di Valerio Magrelli, Giancarlo Pontiggia, Silvia Bre, Maurizio Cucchi, Alberto Bertoni, Tiziano Broggiato, Claudio Damiani e Umberto Piersanti, insieme al sodalizio prezioso con Loretto Rafanelli. Ma la poesia per noi è un’arte viva che ama le contaminazioni, capace di coniugarsi naturalmente con ogni forma espressiva. Lo abbiamo sperimentato con le incursioni di Fabio Orecchini, Daniel Cundari, Daniele Fabio, nei dj-set poetici o nelle performance di Mandra Stella Cerrone, che lo scorso anno ha coinvolto gli studenti del Liceo Artistico di Isernia in un’esperienza di profonda suggestione.
Il vero cuore del Festival batte però lontano dai riflettori, nei progetti che durante l’anno portiamo nelle scuole. Centinaia di bambini e adolescenti si avvicinano alla parola grazie all’impegno di insegnanti straordinarie, culminando nei giorni del Festival in momenti di pura meraviglia: dalle mostre dei più piccoli che invadono di colori le pareti, alle performance sulla libertà guidate da Alessandro Riccioni, fino al concorso AltreParole curato da Franca Mancinelli, dove i ragazzi delle superiori vedono i propri versi letti e premiati dai grandi ospiti della manifestazione. Sono questi i semi di bellezza che germogliano nella realtà ben oltre le date di maggio, lasciando in ognuno la percezione chiara di un bene che resiste e fiorisce, malgrado tutto.
Quest’anno il viaggio continua con ospiti straordinari: i giovanissimi Giulia Martini e Mattia Tarantino in dialogo con Elenio Cicchini, Alessandro Fo insieme a Valentino Campo e Giovanni Petta, Alessandro Riccioni nella veste di poeta accanto a Franca Mancinelli e, infine, Patrizia Valduga con Nicoletta Di Vita. Non mancheranno gli sconfinamenti, come l’happening Visioni poetiche con Davide Ricchiuti, i suoni elettronici di Kein e il live painting di Croma, o la performance Sete affidata a Isabella Carloni. A chiudere il cerchio sarà il concerto poetico Verso l’inquieto mare notturno, ispirato ai Canti Orfici di Dino Campana con Monica Matticoli, Miro Sassolini e Carmine Torchia.
Un invito a lasciarsi attraversare, per farsi, finalmente, vivi.
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