03 Nov GAP – Grottesco Adolescenziale Periferico – Di Placido Di Stefano. Un romanzo di formazione in chiave moderna
di Marco D’Alterio
GAP di Placido Di Stefano per NEO Edizioni può essere considerato un romanzo di formazione metropolitano. Il titolo è un acronimo che sta per “Grottesco, adolescenziale, periferico”. Aggettivi che racchiudono, in estrema sintesi, un’analisi moderna di un rito di passaggio considerato cruciale: l’adolescenza. Il protagonista è il sedicenne Fedor (nome scelto dalla madre in omaggio a Dostoevskij) chiamato anche il River Phoenix di Inganni, quartiere della periferia ovest di Milano. Insieme ai suoi amici, il Moro e Leo, si preparano a girare un video hip-hop per una rapper loro coetanea. Il trio è estroso: si esercitano, sperimentano, s’improvvisano attori sotto la regia del Moro, appassionato di cinema e recitazione.
Ma il termine GAP è spesso utilizzato, nel linguaggio moderno, come un divario esistente di competenze attuali rispetto a quelle richieste. L’adolescenza, in questo senso, rappresenta un vero e proprio gap rispetto alla giovinezza o al preludio dell’età adulta. Un gap che andrebbe colmato con principi sani, ma che il più delle volte risulta compromesso dal disorientamento e da esperienze e relazioni cosiddette “Tossiche”. Dalle pagine del libro si evince che l’adolescenza è un posto dove spesso ci si perde e si cerca, disperati, la bussola.
Fedor è pienamente immerso nell’era del consumismo. Nel difficile controllo dei continui stimoli derivati dagli strumenti tecnologici e dalle varie piattaforme (youtube in particolare), la sua lente di ingrandimento è offuscata dalla necessità di avere soldi, ragazze facili, e soprattutto dal farmaco oppiaceo Fentanyl, scoperto mentre accudiva la madre, e di cui ne è diventato presto dipendente. La spirale in cui è immerso il protagonista potrebbe avere diversi nomi o assumere più vesti, ma forse lo “Straniamento giovanile”, inteso come concetto aperto, è quello che più si addice.
Per soddisfare il suo fabbisogno, Fedor viene introdotto in un giro di appuntamenti dove uomini adulti pagano giovani adolescenti per inscenare incontri in cui possono diventare altro da sé. In questo scenario si muove il ragazzo cercando equilibrio, barcollando su un vuoto che somiglia tanto alla vita normale, tra film (“Belli e dannati”, citato più volte), le serate con gli amici e la forza bruciante del primo amore.
Il libro possiede in sé una forte matrice di originalità sia nel ritmo che nello stile raccontato con un linguaggio puro e scorrevole, anche nei temi trattati . L’analisi cruda della società moderna. Uno spaccato reale della vita pulsante di periferia fatta di tumulti e vicissitudini, di zone segrete, oscure e incandescenti di una giovinezza che si aggrappa a sé stessa e si racconta in tutta la sua purezza e la sua crudeltà.
Un libro che restituisce al suo tempo una nuova generazione di scrittore che ricorda quelli cosiddetti “Cannibali” (fenomeno letterario sviluppato nella metà degli anni ‘90). Ma Placido Di Stefano ci racconta qualcosa in più. Non lo stereotipo di una generazione prossima alla disfatta, ma punti di vista nuovi e spiragli in quella psiche tormentata, in quella penombra che diventa vita. La passione per la recitazione, per il cinema, è sicuramente un’ancora di salvezza.
Il libro dunque, pone lo scrittore di origini siciliane che vive a Milano, perfettamente collocato nel suo tempo. Un respiro nuovo di letteratura di qualità. E la casa editrice “Neo edizioni” una realtà da scoprire e valorizzare.
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