Boschi, luoghi della memoria. Filicudi, acrilici su carta di Claudia Chianese

Introduzione a cura di Ivana Margarese

Testo e acrilici di Claudia Chianese

 

 

Ho lasciato da poco l’isola di Filicudi dove ho avuto la gioia di organizzare all’interno dell’associazione Il bisuolo una rassegna letteraria. In questo luogo di straordinaria bellezza, nel corso di queste giornate letterarie, ho incontrato l’artista Claudia Chianese e in tanti abbiamo avuto modo di ammirare il suo lavoro.

Qualche giorno dopo, quando sono in viaggio verso Torino, con ritmi veloci e coincidenze da far combaciare, Claudia mi racconta di 12 acrilici in bianco e nero concepiti a Filicudi durante le sue passeggiate mattutine.

Un’isola – mi dice –  che sembra arida e priva di alberi ad un primo sguardo, lentamente poi si apre a visioni inaspettate e, di alberi, ne ho incontrati tanti durante il cammino: “Li ho visti, toccati, ascoltati, ho raccolto delle memorie fotografiche e, tornando nella mia casa studio ho cercato di restituire quello che mi hanno comunicato. Ho iniziato con l’osservare come i raggi di sole si infiltrano tra i rami cercando di assorbire quella luce per poterla dipingere. Ecco la scelta del bianco e nero, luce e ombra che contiene in sé tutta la vita. Quindi, ho osservato a lungo i tronchi che ai miei occhi sono corpi. Ho notato molti segni sulla loro pelle, come resti di vecchie memorie, tracce di un linguaggio antico, arcaico a cui ho dato spazio, voce. Li ho lasciati parlare mettendomi da parte”.

Claudia Chianese mi spiega che sta preparando una mostra, un lavoro più ampio, che esporrà a Roma, dove abita, ma che al contempo  man mano che dipingeva è nato in lei il desiderio di rendere omaggio, con questo lavoro, a Filicudi per la sua energia sempre ispirante, e condividere il lavoro con le altre persone sull’isola. E’ così che ha allestito le opere in tutta la casa e l’ho aperta a chi volesse vederli, sorseggiando un bicchiere di vino in terrazza.

Sono felice che la voce dell’isola o forse dovrei dire le voci pensando anche alle atmosfere dei nostri incontri tra i libri con autrici, autori, e pubblico partecipe, sia stato d’ispirazione per la ricerca artistica e narrativa di Claudia e che siano nati degli scambi, piccoli nidi di resistenza dell’immaginare e del fare, contro l’indifferenza indolente verso il mondo che abitiamo.

A metà tra il progetto dedicato agli atlanti delle emozioni e quello incentrato sulle scritture femminili apro questo nuovo numero di Morel con il testo in cui Claudia Chianese racconta del suo lavoro e di questo la ringrazio.

Filicudi 8 Agosto 2025

di Claudia Chianese

 

La natura non è solo ciò che è visibile agli occhi: racchiude anche le immagini interiori dell’anima, le immagini impresse oltre la nostra retina.Munch

“La sacralità è propria dei luoghi oscuri e tenebrosi, nella penombra il pensiero si raccoglie e gli animi si dispiegano secondo le declinazioni del cuore. Il bosco, regno dell’oscurità e dei silenzi, è un luogo eletto per eccellenza.” Paola Maresca

“Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.” San Bernardo di Chiaravalle

 


Le foreste precedono gli esseri umani, sono come templi abitati da forze profonde. Gli alberi sono esseri di grande saggezza che hanno vissuto prima di noi e vivranno dopo di noi, sono custodi di sapienza, a volte anche millenaria. Sanno come vivere così a lungo, scrigni di conoscenza e di sapere.
E’ un sapere articolato sul saper essere in rete con gli altri esseri. Il bosco è un ecosistema, è un sapere collettivo in cui ogni parte ha la sua funzione, la sua importanza. Gli alberi sono solidali, comunicano tra di loro, sono una comunità, si avvisano quando c’è un pericolo perché c’è una rete invisibile che unisce le radici degli alberi di tutto il mondo. Un bosco è un archivio, una biblioteca, è un database, è un polmone, è una fonte inesauribile di ossigeno. E’ un nido che accoglie la vita, il cambiamento passa sotto ai suoi occhi: il giorno, la notte, gli occhi di mille esseri lo vedono cambiare continuamente e rimanere sempre lo stesso. Gli alberi sono alleati muti, umili e silenziosi, vivono per permettere la vita agli altri esseri. Un albero caduto diventa rifugio o tana per chi deve nascere. Un bosco custodisce in sé le leggi dell’esistenza, della vita, della morte, della rinascita. E’ legno, acqua, clorofilla. E’ terra, radici, memoria, aria pura e sole, ma è anche ombra, fresco, calma e buio, le ombre degli alberi e delle nuvole riflesse nelle pozzanghere d’acqua.


Noi vediamo con la memoria, non vediamo il singolo istante come l’obiettivo di una macchina fotografica, comprendiamo ciò che vediamo ora, solo attraverso ciò che abbiamo già visto. I boschi sono i luoghi della memoria perché ci ricordano di quando vivevamo in relazione profonda con la natura, ci ricordano com’era la vita prima che l’essere umano distruggesse tutto quando le civiltà primitive usavano dei boschi solo il necessario e piantavano nuovi alberi. Camminare nella natura ha qualcosa di ancestrale, dà un senso di appartenenza alla vita e dà un senso di quello che veramente è importante nella vita. Ogni pianta è tutta intelligenza, dalla punta delle foglie alle radici, la vita deve raggiungere il massimo risultato con il minimo spreco di energia e questo può avvenire solo con la collaborazione. Tutto in natura è in equilibrio, tutto è perfetto e in armonia. La voce che si sente quando si entra a contatto con un albero è la voce di un bosco intero. E’ il bosco la creatura, gli alberi sono le sue cellule. Ogni volta che si entra in un bosco, bisogna sentirsi all’interno di un unico essere. Si toccano tutti i tronchi accarezzandone uno ed è un’unica radice quella che cuce tutti gli alberi al suolo. E’ importante accarezzarli con senso di gratitudine per quello che fanno per noi.

Un bosco è iniziatico, nel senso che inizia ad una nuova vita. ci ricorda come essere in relazione con quello che ci circonda, ci ricorda che tutto è uno. Nelle favole come Biancaneve o in opere come la Divina Commedia, il bosco presenta, in un primo momento, delle prove da superare, ma poi si esce dalle difficoltà trasformati. In India, chi fa una ricerca spirituale, ad un certo punto della vita, lascia la famiglia e va nel bosco per spogliarsi del superfluo e capire qual è il senso della vita. Nelle opere teatrali Sheaksperiane il bosco è il luogo dove è possibile trovare una nuova identità e riconnettersi con la vera identità.

Generalmente si pensa che il bosco sia un posto dove ci si possa perdere, quando invece è proprio il luogo dove ritrovarsi.

 

Biografia


Claudia Chianese è nata nel 1969. Si diploma a Roma in arti visive, specializzandosi in graphic design al
CentrostudiComunicazione Cogno Associati con il massimo dei voti. Vince una borsa di studio della Regione Lazio all’Accademia del Superfluo dove si diploma in decorazione e restauro di decorazione. Studia fotografia all’Istituto Superiore di Fotografia, disegno con Beatrice Tabegna e con Ellen Wolf. Studia pittura con Fausta D’Ubaldo, della scuola di Pedro Cana e con Guido D’Angelo all’Accademia di Belle Arti Rufa dove frequenta alcuni corsi di approfondimento. Nel 1990 inizia come graphic designer nello Studio Convertino di Roma. Nel 1994 approda in pubblicità in Saatchi & Saatchi Roma dove prende l’incarico di creare “Saatchi Design”. Come direttore creativo del reparto, cura la corporate identity di molti clienti dell’agenzia. Ha vinto un Leone di Bronzo a Cannes, due Argenti all’ADCI, due Argenti al New York Press and Poster Festival e un premio per la miglior sceneggiatura al Mezzo Minuto d’Oro. Ha accumulato sette ingressi all’ADCI e due all’ADCE ed è stata finalista al Key Awards, al Cresta Awards, al New York Film Festival, al Lapis Annual, all’Epica e al London International Awards. Ha collaborato con l’Istituto Superiore di Fotografia e con l’Istituto Superiore di Design come docente. Artista da sempre, nel 2008 lascia i suoi impegni pubblicitari per dedicarsi a tempo pieno alla ricerca creativa. Lavora su scultura, pittura, fotografia e gioiello scultura. Il suo profondo legame con gli alberi e l’ambiente la porta ad indagare sugli elementi e sull’intima relazione tra essere umano e natura, tendendo continuamente ad un punto di equilibrio tra parti apparentemente opposte e inconciliabili come terra e cielo, luce e ombra, bianco e nero. Hanno scritto su di lei Brunella Buscicchio, Manuela De Leonardis, Anna D’Elia, Francesco Gallo Mazzeo, Roberta Melasecca, Selene Sconci.

 

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