L’antica italiana e le stagioni en plein air: Lilla Brignone e Ave Ninchi. In dialogo con Chiara Pasanisi

a cura di Ivana Margarese

 

Chiara Pasanisi nel saggio L’antica italiana e le stagioni en plein air: Lilla Brignone e Ave Ninchi ( Mimesis 2024) racconta le esperienze artistiche che accomunano Lilla Brignone (1913-1984) e Ave Ninchi (1915-1997) per quanto riguarda la recitazione del repertorio classico, tanto da incidere nella ricezione postuma delle pratiche sceniche nei teatri all’aperto e al chiuso. Le due attrici costituiscono, inoltre, un’esemplificazione delle modalità in cui alcuni elementi dell’era capocomicale siano stati tramandati nel secondo Dopoguerra.
Lilla Brignone è stata una figura di spicco sulla scena del secondo Novecento e una delle massime esponenti di quel fenomeno che è stato definito “la resistenza della tradizione”. Ninchi, invece, pur possedendo una notevole versatilita che le consentì anche di interpretare ruoli tragici, ha rappresentato il volto comico per eccellenza del teatro italiano, imponendosi come attrice e personaggio cinematografico e televisivo tra i più amati dalla critica e dal pubblico. Scrive Chiara Pasanisi:

Lilla Brignone e Ave Ninchi appresero la stessa arte scenica, l’Antica italiana, anche se vennero avviate al teatro da maestri e scuole differenti. Primadonna indiscussa l’una, a suo agio in ruoli da protagonista – prevalentemente in quelli da dramma borghese, pirandelliani e di eroina tragica – caratterista di successo l’altra, sovente impegnata nel registro comico, anche sul grande schermo, salvo alcune memorabili incursioni in ruoli tragici. Un primo incontro significativo risale al 1954 quando calcarono le scene nella commedia La vedova di Giovan Battista Cini (1525-1586), che debuttò il 10 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza con la regia di Guido Salvini (1893-1965) […]. Brignone e Ninchi avevano contribuito dinamicamente all’affermazione della prassi registica, la prima recitando, dal 1947 al 1954, negli spettacoli diretti da Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano, la seconda distinguendosi come una delle più dotate allieve dell’Accademia d’Arte Drammatica, fondata e diretta da Silvio d’Amico (1887-1955) e recitando, in seguito, negli spettacoli della Compagnia dell’Accademia (1939-1941) e del Piccolo Teatro di Roma (1948-1954), sotto la guida di Alessandro Brissoni (1913-1980) e Orazio Costa (1911-1999).

Come nasce la ricerca confluita nel volume L’Antica italiana e le stagioni en plein air?

La ricerca presentata nel volume nasce all’interno del progetto pnrr OATI e dall’indagine del ruolo e dell’incidenza che due attrici-simbolo del teatro italiano del secondo Novecento ebbero, in riferimento alle rappresentazioni classiche nei teatri antichi en plein air (molti di questi siti in Sicilia) e all’inscenamento delrepertorio classico. La ricerca è incentrata sul reperimento e l’analisi di documenti d’archivio inediti. Il titolo del volume che, a coloro i quali non si occupano di studi teatrali potrebbe apparire a tratti criptico, si riferisce alle norme di recitazione codificate da Luigi Riccoboni nel 1728 e applicate sulle scene italiane, nelle diverse fasi riformate, fino al Novecento.

Il ruolo delle donne e delle capocomiche in questa trasmissione diacronica dei saperi teatrali è assolutamente centrale, Lilla Brignone e Ave Ninchi costituiscono un esempio icastico, l’una nel suo ruolo di prima attrice e diva, l’altra nel ruolo di caratterista versatile e di antidiva – anche se preferisco parlare di divismo atipico in riferimento ad Ave Ninchi amata e ricordata dagli spettatori.

Spesso le donne vengono rappresentate e raccontate come rivali tra loro, tra Ave Ninchi e Lilla Brignone si instaurò un’alleanza nel segno dell’amicizia o lo stereotipo della rivalità femminile trova un riscontro?

Sono riuscita a rintracciare alcuni preziosi dettagli del rapporto intercorso tra Brignone e Ninchi anche grazie alle testimonianze dell’attrice Marina Ninchi, figlia di Ave, e al supporto dell’attrice e scrittrice Arianna Ninchi, nipote di Ave e custode della memoria della famiglia Ninchi, che sempre ringrazio per la disponibilità dimostrata nella collaborazione e nello scambio di dati e idee. Lilla Brignone, assai nota per il suo carattere deciso e tetragono amava molto recitare insieme ad Ave Ninchi, non soltanto per la la notevoleprofessionalità che contraddistingueva l’attrice triestina ma anche per il buonumore e la simpatia che la precedevano. Le due attrici, il cui statuto artistico era estremamente diverso, non potevano in alcun modo collidere, bensì si completavano, risultando in scena come una coppia assolutamente vincente. Ave Ninchiuna volta riuscì anche nell’ardua impresa di risaltare maggiormente rispetto a Lilla Brignone, quando interpretò il ruolo della cuoca in Contessina Giulia, con la regia di Luchino Visconti nel 1957, tanto che il regista e critico Vito Pandolfi sulla rivista “Il dramma” la descrisse come “più espressiva e convincente”.

In che modo le donne di scena contribuirono ai processi di liberazione femminile che si verificarono nel secondo Dopoguerra?

Le donne di scena si configurarono come un esempio per tutte le altre donne. Nel caso di Ninchi e Brignone non troviamo l’adesione a percorsi femministi, ma un importante lavoro di affermazione che si determina per mezzo delle scelte artistiche e dei personaggi a cui diedero vita. Penso ad esempio all’Antigone, interpretata da Lilla Brignone agli albori degli anni Cinquanta al Teatro Greco di Siracusa, un contesto in cui le donne erano sovente poste al centro pensiamo alle grandi protagoniste femminili delle tragedie classiche e alledonne coreografe che contribuirono alla realizzazione delle rappresentazioni promosse dall’INDA. Un altro ruolo dirompente e incisivo fu quello di Clitennestra nell’Orestea diretta dal regista siciliano Giovanni Cutrufelli al Teatro greco-romano di Taormina nel 1959, a partire da un adattamento delle tragedie alfieriane, in cui Brignone trionfò come protagonista assoluta, dimostrando l’apice della sua abilità nell’applicazione delle norme declamatorie dell’Antica.

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